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iQos Glo e Ploom, riscaldatori di tabacco a confronto

iQos Glo e Ploom sono al giorno d’oggi forse i più comuni e venduti riscaldatori di tabacco sul mercato.

Dopo l’affermazione del dispositivo della Philipp Morris a partire dal 2014, infatti, sempre più aziende e competitor si sono cimentati nell’elaborazione di un apparecchio per la simulazione del fumo, avvalendosi dell’innovativa tecnologia dell’heat not burn.

Ecco allora il confronto tra i prodotti di punta di Philipp Morris, British American Tobacco e Japan Tobacco, tre superpotenze nell’ambito del mondo dei trinciati e dei riscaldatori di tabacco.

Cosa accomuna i riscaldatori di tabacco

iQos Glo e Ploom, a differenza delle comuni sigarette elettroniche, contengono tabacco, nel senso che pur non portando le foglie della pianta, opportunamente sminuzzate e preparate, alla combustione, se ne avvalgono per simulare il fumo di una sigaretta tradizionale.

Grazie al processo dell’heat-not-burn, i riscaldatori non sprigionano sostanze nocive legate alle alte temperature che si raggiungono bruciando il tabacco.

Alla base di iQos Glo e Ploom, dunque, troviamo degli stick che assomigliano alle sigarette classiche, riempite di tabacco preparato secondo uno specifico procedimento per adattarsi al processo di tostatura.

Leggi anche: Riscaldatori di tabacco e sigarette elettroniche: come scegliere?

Tipologia dei riscaldatori

Partiamo dalla macrodifferenza tra iQos Glo e Ploom: l’aspetto.

Come sappiamo iQos si compone di due dispositivi, il charger e l’holder o pen, che non possono in alcun modo “viaggiare” separati, poiché il primo serve a ricaricare il secondo per poter fumare.

Viceversa, Glo e Ploom si presentano come apparecchi compatti, all in one, semplici e maneggevoli, tanto da poter essere impugnati nel palmo di una mano. La batteria è integrata all’interno dello stesso dispositivo in cui si inserisce lo stick, a diretto contatto con la camera di induzione.

Mentre iQos ha una solidità e una qualità che contraddistinguono il marchio, anche nel prezzo, la giapponese Ploom, a differenza della più robusta Glo, risente di una ricerca di materiali meno accurata, tanto da sembrare a molti tra i suoi utenti un giocattolo abbastanza fragile.

Tecnologia di riscaldamento

La più grande differenza tra iQos Glo e Ploom va però ricercata nella tipologia di riscaldamento che utilizzano per tostare e vaporizzare il tabacco contenuto negli stick.

iQos riscalda la cartuccia grazie alla presenza di una lamina in oro e platino, rivestita da ceramica che entra direttamente a contatto con il tabacco, una volta che lo stick viene inserito nell’holder, così che venga riscaldato direttamente dall’interno.

Glo e Ploom invece si avvalgono di una camera di riscaldamento che avvolge esternamente lo stick, scaldandolo omogeneamente lungo tutta la sua superficie grazie all’induction heating technology.

Nel caso di Ploom, il riscaldamento si basa sul brevettato sistema Heatflow, che garantisce un flusso libero di aria calda, ispirato al concetto di portata, per velocizzare i tempi di utilizzo.

Bisogna però specificare che con l’avvento ancora atteso dei dispositivi iQos Iluma questa differenza potrebbe ridursi, poiché la Philipp Morris ha annunciato il suo nuovo sistema di riscaldamento, lo smart core induction system, che prevede tre anelli concentrici di materiale induttivo per il riscaldamento tabacco.

Temperature di riscaldamento

Anche nelle temperature sprigionate da iQos Glo e Ploom si possono trovare alcune differenze sostanziali.

Per la prima si parla di quasi 350°C, mentre per Glo sono sufficienti circa 100°C in meno.

Ancora inferiore è la temperatura raggiunta nei dispositivi Ploom S che promettono alte prestazioni non superando i 235°C.

Gli stick

Corti e tozzi gli HEETS, lunghe e snelle le neostick, una via di mezzo le evo stick… le cartucce per iQos Glo e Ploom rispecchiano le differenze dei rispettivi dispositivi.

Nel caso degli HEETS l’obiettivo è quello di replicare il più fedelmente possibile il fumo di sigaretta tradizionale, quindi tabacco, filtro e carta utilizzati ricordano da vicino l’esperienza della classica bionda.

Le neostick per glo, invece, restituiscono un’esperienza leggermente diversa, dovuta anche al fatto che i filtri siano cavi.

Le evo stick, infine, contengono una speciale ed esclusiva miscela di due tipi differenti di tabacco, micro e finemente macinato, per un rilascio prolungato dell’aroma.

Gli aromi

I pacchetti di cartucce per iQos Glo e Ploom contengono tutti 20 stick, come quelli delle sigarette normali, ma la gamma delle aromatizzazioni varia da azienda ad azienda.

Per quello che riguarda gli HEETS, gli stick variano dai sapori forti, che ricordano il tabacco dei sigari, a varietà più fruttate e delicate. In Italia sono commercializzate 13 varietà contraddistinte da altrettanti colori.

Glo offre una decina di aromi diversi, suddivisi in tre grandi categorie: tabaccosi, con intensità da blande a extra forti, fruttati, con intensità medie e basse, mentolati, per i palati che amano la freschezza.

Solo quattro per il momento invece gli aromi delle evo stick per Ploom, due più fortemente tabaccosi, uno mentolato e uno fruttato.

Autonomia

Il grande svantaggio di iQos rispetto ai competitor è la scarsa autonomia del dispositivo all’utilizzo. Sebbene i nuovi modelli consentano il consumo di due stick di seguito, l’holder va sempre reinserito nel case per permetterne la ricarica di 5-6 minuti.

Da libretto di istruzioni, dal momento in cui lo stick è inserito e il tabacco pronto all’uso, si hanno a disposizione circa 6 minuti di svapata, l’equivalente di 14 tiri.

I dispositivi Glo sono progettati per poter fumare consecutivamente 20 stick prima che la batteria si esaurisca del tutto.

Tuttavia, una sessione in modalità standard dura 4 minuti per stick, mentre in modalità boost solo 3.

Ploom garantisce in teoria tiri illimitati, anche se ne sono dichiarati 20 in modalità standard e 16 in modalità premium. L’unico limite vero e proprio è che una volta consumato il tabacco dell’evo stick non si apprezza più alcun sapore. La batteria, anche qui, dura per 20 stick.

Odore

Non vi è dubbio alcuno, tra iQos Glo e Ploom il più riconoscibile anche a distanza è l’odore prodotto dal vapore del primo dispositivo.

Può piacere o meno, ma gli utenti sono concordi nell’assegnare a Ploom il primato per il riscaldatore di tabacco meno “puzzoso” dei tre, seguito da Glo e, fanalino di coda, iQos.

Leggi anche: Fumo passivo sigaretta elettronica, quali sono i rischi per la salute?

Manutenzione

Se per i dispositivi iQos è consigliata una manutenzione assidua per via del contatto diretto tra lamina riscaldante e tabacco, da effettuare preferibilmente dopo ogni stick o alla fine di ogni pacchetto, discorso diverso va fatto per Glo e Ploom.

Non avendo grossi residui da eliminare i due dispositivi sono estremamente facili da pulire, con un grande MA.

Mentre Glo dispone di un buco dalla parte opposta dell’apertura per poter facilitare le operazioni di pulizia, Ploom risulta più complicata proprio per l’assenza di tale foro, cosa che può risultare particolarmente svantaggiosa se per errore si dovesse spezzare una stick all’interno della camera di riscaldamento.

Prezzo

Il top di gamma tra i riscaldatori di tabacco rimane, per il momento, iQos, e la superiore qualità di tecnologia e materiali utilizzati incide immancabilmente sul prezzo finale che oscilla tra i 70 e i 90 euro.

Di media fascia invece la giapponese Ploom, commercializzata in Italia a partire da 49 euro.

Glo invece ha un prezzo estremamente competitivo, arrivando a costare appena 10 euro in caso di sconti e promozioni.

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