Riscaldatori di tabacco e sigarette elettroniche: come scegliere?

Svapatori, non lasciatevi ingannare: riscaldatori di tabacco e sigarette elettroniche sono due cose profondamente differenti, sia in termini di tecnologie che in tipologie di esperienza.

Anche se condividono l’obiettivo per cui sono stati creati, ossia abbandonare definitivamente il fumo derivante dalla combustione delle foglie di tabacco, riscaldatori di tabacco e sigarette elettroniche percorrono la stessa strada su binari paralleli e distinti.

Tabacco riscaldato o liquido vaporizzato?

Vero, riscaldatori di tabacco e sigarette elettroniche funzionano grazie a una batteria che fornisce al dispositivo la temperatura necessaria per riscaldare e nebulizzare, nel caso dei primi, apposite cartucce di tabacco lavorato e, nel caso delle seconde, liquidi a base di nicotina e altre sostanze aromatizzanti.

Ma le similitudini finiscono qui. I riscaldatori di tabacco, infatti, scaldano tra i 250° e i 350°C delle vere e proprie foglie della pianta, opportunatamente preparate, in modo da soddisfare il bisogno di nicotina del fumatore, evitando però la nociva combustione delle sostanze.

Le sigarette elettroniche, invece, sono riempite di liquidi, naturali o artificiali, che possono o meno contenere nicotina, favorendone eventualmente la graduale riduzione ed eliminazione.

Leggi anche: Cos’è la tecnologia heat not burn alla base dei riscaldatori di tabacco

La differenza dei costi tra riscaldatori di tabacco e sigarette elettroniche

Riscaldatori di tabacco e sigarette elettroniche 1 1

Un’altra differenza tra riscaldatori di tabacco e sigarette elettroniche sta nel prezzo, mediamente più alto in termini assoluti per i primi.

Un kit completo di astuccio di ricarica, penna-sigaretta e cartucce di tabacco costa intorno ai 70 euro, mentre una sigaretta elettronica si può comprare a partire da 10 euro e fino a 50 euro.

Stessa differenza la troviamo tra stick di tabacco da inalazione senza combustione ed e-liquid per i dispositivi elettronici. Un pacchetto da 20 heets, ad esempio, costa intorno ai 5 euro e la loro durata dipende da quanto l’utente sia o meno un forte fumatore.

In media si può calcolare che, se si fumavano tra le 7 e le 10 sigarette tradizionali, bisognerà preventivare un consumo tra i 12 e i 18 stick quotidiani, considerando che durano un po’ meno di una bionda. Naturalmente ci si può assestare su un numero minore, qualora l’intenzione sia quella di smettere del tutto di assumere nicotina.

I costi aggiuntivi delle e-cig

Gli e-liquid hanno una durata maggiore. Considerando un consumo medio di 2 ml al giorno e che un flacone di liquido per sigaretta elettronica ne contiene 10 ml, si può stimare una spesa settimanale di una o due boccette di fluido. Un millilitro di liquido già pronto costa intorno ai 60 centesimi mentre per gli svapatori esperti che si dilettano con i liquidi scomposti, il prezzo si dimezza, arrivando a costare 30 centesimi.

A queste spese vanno però aggiunti i ricambi, perché le sigarette elettroniche sono soggette a un veloce deterioramento delle loro componenti in base a quanto si utilizzano. Batterie, resistenze, atomizzatori, sono tutte voci di spesa che annualmente gravano sul bilancio del fumo digitale.

Riscaldatori di tabacco e sigarette elettroniche costano meno del fumo?

Di certo, riscaldatori di tabacco e sigarette elettroniche costano molto meno, a parte l’investimento iniziale, del fumo di tabacco combusto: un fumatore medio spende ogni anno tra i 1800 e i 2200 euro letteralmente mandati in fumo.

Con le sigarette elettroniche la spesa si riduce a 600 euro, mentre per i riscaldatori di tabacco dipende da quanti pacchetti di stick si consumino.

Leggi anche: Fumo digitale, cos’è e quali sono i suoi vantaggi

Gestualità ed user experience di riscaldatori di tabacco e sigarette elettroniche

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Il tabagismo è la prima tra le cause di morte evitabili al mondo: eliminarlo è l’obiettivo principale del fumo digitale. Ma gli ex o quasi ex fumatori sanno quanto sia difficile dimenticare la ritualità del gesto di estrarre il pacchetto, accendere la sigaretta e godersi cinque minuti di relax.

Ecco perché riscaldatori di tabacco e sigarette elettroniche simulano anche nelle forme l’aspetto della classica bionda.

Tra i due sistemi, i primi sono forse più simili alla sigaretta tradizionale: la penna su cui si innestano gli stick e la sensazione del filtro in carta in bocca, rendono il consumo di tabacco riscaldato del tutto aderente nella gestualità a quello del tabacco combusto.

Le sigarette elettroniche, invece, hanno forme e caratteristiche che se ne possono discostare anche drasticamente, introducendo la modalità del tutto nuova dello svapo.

Riscaldatori di tabacco e sigarette elettroniche, quale scegliere?

In conclusione se non sai cosa scegliere tra riscaldatori di tabacco e sigarette elettroniche, ecco uno specchietto riassuntivo che ti schiarirà le idee a seconda di quello che cerchi.

Similitudini:

  • Entrambi i metodi eliminano il processo di combustione, rendendo la pratica meno nociva rispetto al fumo di tabacco.
  • Riscaldatori di tabacco e sigarette elettroniche non producono ceneri e cattivi odori, solo una nube aromatizzata che presto svanisce.
  • Non sono pericolosi per il prossimo, eliminando il problema del fumo passivo.

Differenze

  • I riscaldatori di tabacco utilizzano come materiale principale vere e proprie foglie della pianta mentre le sigarette elettroniche si avvalgono di composti che possono o meno contenere nicotina.
  • Il quantitativo di nicotina consumata è scalabile nelle ecig, mentre nei prodotti heat-not-burn non è possibile stabilirne il quantitativo, essendo gli stick già pronti,
  • La sigaretta elettronica è maggiormente personalizzabile rispetto al riscaldatore di tabacco, sebbene quest’ultimo ricordi più da vicino il fumo tradizionale.

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