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Fumo passivo sigaretta elettronica, quali sono i rischi per la salute?

Fumo passivo sigaretta elettronica, una combinazione di termini che racchiude una sorta di controsenso se ci si ferma a riflettere. L’intero concetto di fumo digitale si basa sull’idea che non ci sia combustione e che, di conseguenza, non si possa parlare di fumo in senso lato ma piuttosto di una sorta di aerosol che viene inalato verso le vie respiratorie. Per questo motivo è stato necessario coniare un nuovo termine, svapo, oggi accettato e utilizzato da tutti i fumatori digitali. Come comportarsi, quindi, quando si parla di fumo di seconda mano in relazione alle sigarette elettroniche?

Fumo passivo sigaretta elettronica, quale terminologia usare?

È corretto parlare di fumo passivo quando si tratta di sigarette elettroniche? Più giusto sarebbe, in effetti, parlare di svapo passivo. Il mondo del fumo digitale è una scoperta talmente recente per la nostra società che il linguaggio ad esso correlato si evolve man mano che le ecigarettes diventano più popolari. Per questo articolo, quindi, utilizzeremo sia i termini svapo passivo che fumo passivo, nel secondo caso avendo cura di specificare a quale tipologia di sigaretta ci si riferisce.

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Fumo passivo: differenza tra fumo di seconda mano e di terza mano

Quando si tratta di fumo e salute, le variabili di cui tener conto sono diverse: i rischi per chi ne usufruisce possono variare in base a molti fattori, uno dei quali è l’intensità dell’inalazione dei vapori, che dipende in gran parte dal ruolo attivo o passivo del fumatore. Si parla di fumo vero e proprio quando il tiro è effettuato in maniera attiva dalla sigaretta ai polmoni.

Quando, invece, ci si ritrova a inalare i fumi e le ceneri di qualcun altro si parlerà di fumo passivo, che può essere di seconda o terza mano. Si parla di fumo di seconda mano quando si respirano i vapori di fumo espirati da qualcun altro, mentre per fumo di terza mano si intende l’interazione con i residui della fumata che restano su superfici e vestiti.

Fumo passivo vs Svapo passivo, qual è il più pericoloso?

fumo passivo sigaretta elettronica

I danni del fumo di seconda mano, quando si tratta delle classiche sigarette, sono noti da tempo e sono spesso stati al centro di campagne di sensibilizzazione. Inalare passivamente fumi di catrame, infatti, pone rischi per la salute paragonabili a quelli del fumo vero e proprio.

In ambito di svapo passivo, invece, le nozioni a nostra disposizione sono ancora poche. Gli effetti delle sigarette elettroniche sulla salute sono stati di recente ponderati dal Ministero della Salute e i risultati pubblicati la scorsa primavera. Ma come regolarsi quando, invece, si tratta di svapo passivo?

È del 2019 una ricerca dedicata all’argomento pubblicata col titolo Characterization of the Spatial and Temporal Dispersion Differences Between Exhaled E-Cigarette Mist and Cigarette Smoke. Secondo lo studio, il fumo di sigaretta elettronica si disperde molto più rapidamente rispetto a quello delle bionde: pochi secondi indipendentemente dalla ventilazione dell’area. Al contrario, per le sigarette tradizionali sono necessari tra i 30 e i 45 minuti perché la qualità dell’aria torni ai valori iniziali, tempistiche che variano in base all’aerazione della stanza.

Questo perché le particelle espirate con il fumo digitale sono molto più piccole rispetto a quelle del fumo tradizionale, e di conseguenza evaporano più in fretta.

Leggi anche: Sigaretta elettronica e sigaretta di tabacco: qual è la meno pericolosa?

Fumo passivo sigaretta elettronica, i rischi per la salute

Quali sono, quindi, i rischi derivanti dallo svapo passivo? Sebbene gli effetti a lungo termine dello svapo passivo siano ancora oggetto di studio, ci sono alcune variabili di cui possiamo già tener conto.

La prima è che il liquido per sigaretta elettronica contiene sostanze chimiche, alcune delle quali, come il glicole propilenico o alcuni aromi sintetici, potrebbero dare reazioni allergiche. La concentrazione di queste sostanze nel vapore, però, è generalmente molto bassa e la loro conformazione assai volatile.

L’unico componente problematico che potrebbe a tutti gli effetti essere inalato passivamente insieme al vapore sembra essere la nicotina, con la quale si può venire in contatto anche per via terziaria quando si deposita sulle superfici. Tuttavia, un’effettiva pericolosità del fumo digitale passivo non è ancora comprovata da dati concreti.

Leggi anche: EVALI, la malattia dello svapatore

Fumo passivo sigaretta elettronica, altri fattori di rischio

Più che l’inalazione dei vapori di svapo, un rischio più concreto è dato dalla possibilità di ustioni o di esplosioni causate da malfunzionamento delle sigarette elettroniche. Si tratta, comunque, di un’eventualità decisamente rara e che può essere prevenuta con la manutenzione regolare dei dispositivi e con l’utilizzo di componenti originali.

In conclusione, l’effettiva pericolosità del fumo digitale passivo è ancora oggetto di studio. Analisi effettuate sulla densità dei vapori lasciano intendere che la sua dannosità sia in ogni caso di molto inferiore a quella del fumo passivo tradizionale. Il tempo, ed eventuali studi futuri, potranno fornire dati più precisi.

Leggi anche: Sigaretta elettronica, cosa succede se svapo un liquido scaduto?

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