Gauge, tutto quello che c’è da sapere sullo spessore dei fili

Il vocabolario del mondo dello svapo deve molto ai termini inglesi, così che ormai è di uso comune parlare di drip tip, coil, box e ENDS senza stupirsi: ma alcuni termini, come gauge, sono da veri esperti. Di che si tratta, a cosa serve e quanto incide sulla svapata?

Alla ricerca della svapata perfetta

Gli svapatori tendono sempre a voler migliorare il proprio dispositivo nell’ottica di ottenere più vapore o più sapore a ogni boccata. E per ottenere questo obiettivo, prima o poi quasi tutti si cimentano nel fai da te, provando a costruire le resistenze e le bobine a casa, per adattarle al meglio al proprio desiderio.

Certo, il procedimento all’inizio potrebbe non essere così facile: esistono infiniti tutorial da seguire e a cui ispirarsi e altrettanti modi per sbagliarsi, ma con una buona dose di pazienza e di conoscenza sui tipi di coil esistenti, sulle loro caratteristiche e sulle modalità di fabbricazione, ben presto si otterrà il risultato sperato. E uno degli aspetti più importanti da tenere in considerazione quando si creano le proprie coil è il filo resistivo e il suo gauge.

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Gauge, cos’è e cosa vuol dire

I gauge sono un’unità di misura del sistema consuetudinario utilizzato negli Stati Uniti, che non rientra in quello metrico decimale internazionale e che indica in sostanza lo spessore di un filo resistivo, ossia il suo diametro. L’American Wire Gauge viene abbreviato semplicemente con AWG.

Si parla in termini di gauge anche in ambito medico, per i diametri di aghi e siringhe, o in quello relativo alle armi, in alternativa al calibro di pistole e fucili, perché le invenzioni di questi due campi vengono spesso da oltreoceano.

I gauge, per lo svapo, sono essenziali quando si tratta di resistenze e fili resistivi, perché la conoscenza delle tipologie esistenti e di come si usano determina la buona riuscita di una coil build at home.

Gauge differenti restituiscono infatti resistenze e tempi diversi, così come i materiali con cui sono fatti i fili: al variare della sostanza si otterranno sapori e quantità di vapore dissimili.

Non solo: utilizzare gauge o modalità di settaggio inappropriati con un determinato tipo di materiale può seriamente compromettere la sicurezza della svapata o rovinare il dispositivo.

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Fili, gauge e resistenze

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Lo spessore dei fili resistivi che di solito si usano più comunemente per svapare è da 22, 24, 26, 28, 30 e 32 gauge. Come regola generale, vale la pena ricordare che più il gauge è grande minore sarà il diametro del filo. Quindi una resistenza da 30 gauge è più sottile di una 28 ma più spessa di una da 32 gauge.

In secondo luogo, un filo più spesso avrà una resistenza minore e viceversa, un filo sottile produce resistenze più alte: conoscere questi principi di base aiuta a capire quale sia il “ramp-up time”, ossia il tempo che ci vuole affinché il filo resistivo sia scaldato a dovere per essere usato: questo vuol dire che fili spessi ci mettono naturalmente di più di quelli sottili a scaldarsi.

Come scegliere i gauge giusti per svapare

Ogni dispositivo e in particolare ogni atomizzatore richiede un determinato tipo di coil, e a seconda dei materiali che si usano per costruirle si ottengono risultati di svapo differenti.

Sapere quanti gauge ha un filo resistivo è appannaggio solitamente di chi svapa con RDA, cioè con dispositivi che consentono la rigenerazione delle coil, nella fattispecie se sono in Kanthal, acciaio o clapton.

Esistono vari strumenti per calcolare quali siano i gauge giusti per ogni tipo di dispositivo, ma il più comune e pratico è la tabella di conversione da millimetri a gauge, reperibile facilmente online, che permette di confrontare prodotti provenienti non solo dall’Europa, ma anche da quei paesi che non adottano il sistema metrico decimale.

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