Come scegliere le migliori coil per atomizzatori rigenerabili

Se siete amanti delle sigarette elettroniche fai da te e vi divertite a rigenerare le componenti del vostro dispositivo, vi sarà capitato di chiedervi quali siano le migliori coil per gli atomizzatori usati comunemente.

Più uno svapatore diventa esperto e avvezzo a maneggiare tutte le parti del suo dispositivo elettronico, più si renderà conto di quanto la resistenza giochi un ruolo fondamentale nell’assicurare tutto il gusto e il piacere di una svapata soddisfacente.

Una buona resistenza fa la differenza a ogni tiro che si prende e, dando uno sguardo al mercato che ne sciorina di tutti i tipi e dimensioni, lo svapatore dilettante potrebbe trovarsi scoraggiato e quasi impaurito nella scelta.

Il mondo dello svapo è in continua evoluzione, con nuovi materiali ed elementi combinabili a disposizione, tanto che esistono centinaia e centinaia di resistenze diverse, a seconda del tipo di esperienza che si vuole ottenere.

Ma in questo mare magnum di possibilità, come si scelgono le migliori coil? Ecco allora una mini-guida essenziale per selezionare le resistenze dalle prestazioni migliori.

Che cos’è la resistenza?

Migliori coil

Le resistenze usate per il fumo alternativo sono essenzialmente elementi che si riscaldano posti all’interno dell’atomizzatore: da una parte sono in contatto con la batteria del dispositivo elettronico e dall’altra con il liquido da svapare. La batteria fornisce elettricità alle bobine che, diventando incandescenti, vaporizzano l’eliquid da inalare.

Tuttavia ogni resistenza deve essere calibrata in base alla legge di Ohm con il vaporizzatore di riferimento, secondo la regola: maggiore il livello di voltaggio consentito, minore deve essere la resistività della coil.

Le migliori coil per atomizzatori in base al tipo di dispositivo

Prima di precipitarsi a comprare tutti i fili possibili, è bene soffermarsi su un punto chiave che deve guidare la scelta: il tipo di dispositivo di cui si fa uso.

Le box mod elettroniche impostano la potenza erogata dalla batteria in base a quello che l’utente richiede in termini di wattaggio nel momento dell’accensione. Quindi viene modulata affinché rimanga stabile nel tempo.

Viceversa nel caso di mod meccaniche la potenza erogata è sempre la stessa, costante e al massimo. Ecco perché la resa aromatica, anche a parità di coil installate, può essere profondamente differente montando uno stesso atomizzatore sulle due tipologie di dispositivo.

Caratteristiche per scegliere le migliori coil per lo svapo

Migliori coil

Quando si vuole scegliere la migliore resistenza per la propria sigaretta elettronica bisogna fare attenzione ad alcune caratteristiche fondamentali, secondo cui le coil possono essere classificate.

Vediamo le principali:

Dimensione della resistenza

La grandezza della resistenza può incidere notevolmente sulle prestazioni del proprio dispositivo. Le bobine sono di solito suddivise in tre grandi categorie, grandi, medie e piccole, in base al diametro del filo o del numero di spirali che le compongono.

L’assorbimento del liquido da parte del wick che passa all’interno della resistenza è la chiave per capire che tipo di svapata si vuole ottenere: più la bobina è serrata, minore sarà il flusso di aria circolante all’interno della resistenza e dell’atomizzatore.

Come regola generale vale l’assunto che più il voltaggio è alto, più la coil dovrà essere piccola, nell’ottica di ottenere un aroma forte e ricco con un hit in gola deciso.

Viceversa, le resistenze dal diametro maggiore sono indicate per chi vuole ottenere un tiro con una nuvola più densa e vaporosa. Quelle di media grandezza, infine, bilanciano i due estremi.

Materiali per le migliori coil

I fili resistivi in commercio sono realizzati approfittando di una vasta gamma di materiali metallici utili allo scopo, a seconda del livello di resistività che si vuole raggiungere.

Il “calibro” dei fili, un numero assegnato in base al diametro del conduttore, determina il tipo di svapata che si ottiene: i più comuni sono 24, 26, 28, 30, 32, dove al crescere del numero corrisponde una riduzione del diametro del filo.

Infatti, più è grande il calibro, minore sarà la resistenza, ossia la bobina impiegherà più tempo a scaldarsi se il filo di cui è costituita ha un diametro maggiore.

Tra i metalli più utilizzati per le resistenze troviamo il kanthal a1 (Ka1), il nichel cromo (ni 60, ni80 o ni90, dove il numero indica la quantità del primo elemento della lega), l’acciaio inossidabile, il titanio, il NiFe.

Molto in voga anche lo zirconio, da molti considerato il materiale ottimale per ottenere la resistenza migliore.

Compatibilità

Non tutte le resistenze sono compatibili con le batterie o con i serbatoi per liquidi da sigaretta elettronica. Le soluzioni possibili sono infatti tra le più svariate, a seconda del dispositivo in uso.

Così, le resistenze da dripping sono diverse da quelle per i sistemi standard o pod, o squonking… ognuno ha la sua!

Fortunatamente ci si può accorgere immediatamente se una resistenza sia adatta o meno al proprio sistema: basta osservarne la forma e l’aspetto per intuire a una prima occhiata se si tratti di un componente compatibile o meno.

Leggi anche: RBA, RTA, RDA, RDTA, Genesis, GTA: quanti tipi di atomizzatore rigenerabile esistono?

Resistività

Ogni resistenza è caratterizzata da un valore espresso in ohm che indica la capacità resistiva supportata. In poche parole si tratta del grado di opposizione del materiale al passaggio delle cariche elettriche.

La resistività è direttamente collegata al voltaggio previsto dal dispositivo elettronico di cui si fa uso: bisogna sempre verificare la compatibilità tra i due fattori, per evitare risultati non soddisfacenti.

Di solito il range di resistività è chiaramente indicato sulle confezioni, quindi basta confrontarlo con i dati presenti sul dispositivo o nel libretto di istruzioni e scegliere quelle più appropriate, senza incappare in spiacevoli sorprese.

Minore sono gli ohm di una resistenza e maggiore saranno sia la velocità che la temperatura di riscaldamento e quindi anche di vaporizzazione dell’eliquid.

L’effetto ottenuto sarà un tiro caldo, denso, corposo, mentre se si preferisce un tiro più fresco, bisognerà scegliere una resistenza con ohm più alti.

Durata

La qualità di una buona resistenza si misura soprattutto nella durata. Se è vero che un forte svapatore dovrebbe cambiare le coil almeno una volta a settimana, è anche vero che bisogna vedere come arrivino alla fine della loro vita.

Se si bruciano o presentano segni di usura, se il gusto dell’aroma si altera e se la svapata non appaga le papille gustative, sicuramente il motivo è da imputare a materiali di bassa qualità.

In molti reputano che le migliori coil per il proprio dispositivo debbano essere prodotte dalla stessa marca del vaporizzatore.

Anche se questa può essere una buona indicazione per iniziare a muoversi, è pur vero che cercando con intelligenza si possono trovare soluzioni alternative.

Come scegliere le migliori coil per atomizzatori? Qualità e abitudini

Migliori coil

Le preferenze di svapata sapranno guidarvi nello scegliere la resistenza che faccia al caso vostro e alle vostre abitudini.

Dovrete fare attenzione alle tre qualità intrinseche al filo resistivo – resistività, punto di fusione e reattività – per rigenerare i vostri dispositivi nel modo più opportuno e corretto.

Cercate una coil per fare cloud chasing? O preferite controllare la potenza e la temperatura del tiro? O ancora siete tipi da dripping? Per scegliere la resistenza migliore dovrete puntare sulla qualità dei materiali, non accontentandovi di prezzi bassi che spesso sono sinonimo di elementi scadenti.

Affidatevi solo a marchi che certificano i passaggi con cui sono trattati i fili resistivi, come per esempio il numero di lavaggi a cui sono sottoposti prima di essere impacchettati, e la purezza degli elementi che lo compongono, così da essere certi di ottenere sempre lo stesso risultato.

Infine bisogna ricordare che se si svapa in meccanico, il tipo di filo utilizzato incide maggiormente sulla svapata che non se siano usate mod elettroniche, dove invece è più importante il diametro e il numero di spire delle bobine.

Leggi anche: Dry burn, la procedura che allunga la vita delle resistenze

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