Sigarette elettroniche e tasse: un dibattito senza fine anche nel 2022

Non c’è pace per gli svapatori, particolarmente quando si tratta di pecunia! In quanto dispositivi la cui diffusione è relativamente recente, il binomio sigarette elettroniche e tasse è un argomento ancora spinoso.

Le regole relative alle tassazioni da applicare su dispositivi ed ejuice sono spesso cambiate e continuano a cambiare man mano che la popolazione e gli enti governativi comprendono come inquadrare il settore del fumo freddo. In questo articolo cercheremo di fare chiarezza sull’argomento.

Sigarette elettroniche e tasse, il problema della nicotina

sigarette elettroniche e tasse 2022

Il problema alla base di una normativa ancora in fase di definizione è sempre il dibattito sul tabagismo e, neanche a dirlo, al centro della scena è la presenza di nicotina negli ejuice. Questo è, infatti, alla base della percepita controversia riguardo allo scopo delle ecigarettes: strategia funzionale per liberarsi definitivamente dal fumo o semplice succedaneo ad uso di chi intende continuare con – o addirittura avvicinarsi a – il consumo di nicotina in maniera meno dannosa?

A causa di ciò, organizzazioni e associazioni chiamate in causa si esprimono sull’argomento mettendo sul piatto convinzioni e motivazioni spesso molto differenti.

Sigarette elettroniche e tasse, la storia dagli inizi

All’inizio – 2014 – era l’imposta sui liquidi, una misura talmente gravosa da pesare fino a oltre 4 Euro più Iva su un flacone di liquido venduto a circa 8 Euro. Un’imposizione che portò a tali effetti negativi sul mercato degli eliquid, che le associazioni di produttori e distributori si appellarono al TAR. Così, nel 2015, si arrivò alla sospensione della tassa sui liquidi senza nicotina e al rinvio in Corte Costituzionale della decisione sulla legittimità degli ejuice contenenti l’alcaloide.

In attesa di una decisione che tardava ad arrivare, l’imposta versata da produttori e distributori si assestava su una versione light, calcolata in base alla concentrazione effettiva di nicotina all’interno dei liquidi.

La cosiddetta tassa light permise di mantenere il costo di un flacone di ejuice da 10ml intorno ai 4-5 Euro, senza variazioni di prezzo sostanziali. Questo almeno fino al 2017, quando la Corte Costituzionale si espresse con la sentenza 240, dichiarando l’imposta legittima sia sui liquidi con nicotina che senza.

Non solo, quindi, la tassa andata versata per intero, ma gli attori coinvolti nel processo si trovarono all’improvviso con anni di morosità sulle spalle! Ulteriori complicazioni arrivarono dal divieto di vendita online dei liquidi e dall’introduzione del reato di contrabbando, motivo per il quale molti rivenditori dovettero richiedere il benestare dei Monopoli di Stato per poter vendere.

Leggi anche: Liquidi base sigarette elettroniche, cosa sono e come utilizzarli

A seguito delle pressioni di associazioni e attori di settore, il discorso venne riaperto nel 2018, grazie a un confronto con il Governo M5S-Lega che portò a una rimodulazione dell’imposta nelle legge di bilancio: ben il 90% in meno sui liquidi con nicotina e addirittura il 95% su quelli senza, e vendita online riabilitata previo deposito fiscale.

In questo modo, la tassa incideva per un importo di circa 1 Euro per un flacone da 10ml di liquido con nicotina, e di circa 0,40 Euro per un ejuice senza.

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Tassa sigarette elettroniche, la situazione nel 2022

Si è trattato, tuttavia, di una breve tregua: a partire dal 2022, infatti, le nuove normative hanno portato a un aumento della tassazione pari a tre volte l’importo stabilito con la legge 2019.

Una stangata notevole che minaccia di intaccare in particolare il mercato dei Mix & Vape, quello maggiormente colpito dalla misura, dato che i liquidi venduti devono essere diluiti in base neutra per poter essere svapati. Si stima, infatti, che la tassa imposta sull’acquisto dei componenti necessari a ottenere circa 60ml di liquido svapabile potrebbe toccare i 10 Euro, importo che andrebbe ad aggiungersi ai costi sostenuti per la realizzazione da parte delle case produttrici, il tutto a sfavore dell’utente finale, cui toccherebbe inevitabilmente farsi carico di tutte le spese, arrivando a pagare ben oltre i 20 Euro per una boccetta di ejuice.

Sigarette elettroniche e tasse: passare ai liquidi pronti è l’unica soluzione?

La soluzione più ovvia a questa intricata matassa, ossia passare all’acquisto di liquidi pronti o scomposti anziché Mix & Vape, non sembra essere di fatto una via conveniente. Se è vero che, con i liquidi scomposti, l’imposta verrebbe ridotta a soli 3 Euro in media, è altrettanto vero che molti svapatori potrebbero non preferire questa alternativa.

Leggi anche: Liquidi per sigaretta elettronica, tutto quello che devi sapere

La misura appare, in effetti, eccessiva anche nelle alte sfere: la tassa sulle sigarette elettroniche è stata al centro di una procedura di consultazione che si è chiusa il 31 marzo e ha visto acuirsi le divergenze tra le fazioni coinvolte.

Da una parte il Governo, che prevede una tassa pari a 2 centesimi di Euro per ogni mg di nicotina presente negli ejuice, dall’altra le organizzazioni sanitarie che spingono per un’accisa di ben 10 centesimi. In questo modo, associazioni come la Lega Polmonare sperano di promuovere la lotta al tabagismo: il prezzo di una dose di nicotina nel liquido, infatti, aumenterebbe di circa 16 volte.

Chi l’avrà vinta? Lo scopriremo, come si dice, solo vivendo.

Leggi anche: Sigarette al mentolo, che fine hanno fatto? E quali sono le alternative?

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