EVALI, la malattia dello svapatore

Il costante monitoraggio di sigarette elettroniche, riscaldatori di tabacco e vaporizzatori ha portato a individuare una nuova forma di patologia collegata alla pratica dello svapo, che i ricercatori hanno definito con l’acronimo inglese EVALI, E-cigarette or Vaping use Associated Lung Injury.

Originariamente conosciuta come VAPI – Vaping Associated Pulmonary Illness, tradotto in italiano come malattia polmonare associata allo svapo –, EVALI ha in qualche modo “peggiorato” la definizione della patologia alla luce del sempre crescente numero di casi di malattie polmonari, anche gravi, associate all’utilizzo di dispositivi elettronici per il fumo alternativo.

Tutto quello che c’è da sapere su EVALI

L’allarme sulla malattia dello svapatore è scattato oltreoceano, negli Stati Uniti, da un paio di anni a questa parte quando, a fronte di 1300 diagnosi per EVALI, sono state registrati 26 decessi.

EVALI provoca una condizione medica molto complessa, in cui i polmoni di chi ne soffre risultano essere danneggiati dalle sostanze derivanti dall’inalazione di vapori da dispositivi elettronici.

Gli studi condotti sul campione di pazienti ha però messo in luce un collegamento stretto tra uso di e-cig e vaporizzatori con prodotti a base o contenenti THC, la sostanza psicotropa tipica della cannabis.

Le prime avvisaglie dell’insorgere della malattia sono: dolore al petto, respiro corto, affanno, associati a febbre e insufficienza respiratoria.

A cosa è dovuta l’EVALI?

EVALI, ecig

Secondo medici e ricercatori, alla base di EVALI ci sarebbe un additivo contenuto nei liquidi per sigaretta elettronica, la vitamina E acetato. Usata per lo più in farmaceutica e in cosmetica per le sue eccellenti proprietà lenitive ed emollienti, la vitamina E acetato è indicata soprattutto per idratare la pelle e preservare l’elasticità cutanea.

Tuttavia è stato provato che, se inalata, sedimenta nei bronchi e negli alveoli polmonari, causando l’alterazione delle funzioni respiratorie di chi l’ha assunta.

Quali sono i sintomi dell’EVALI?

Chi soffre di EVALI può facilmente constatare l’insorgere di alcuni sintomi molto comuni e che, per questo, interferiscono con una precoce e tempestiva diagnosi della malattia.

Per lo più si tratta di fame d’aria, sensazione di affanno, tremori, febbre, brividi, tosse, diarrea, stanchezza, vomito, dolore al petto e pulsazioni accelerate.

Spesso si può scambiare EVALI con una normale influenza, ma per evitare qualsiasi dubbio è opportuno dichiarare al proprio medico se si fa utilizzo di sigarette elettroniche e riscaldatori di tabacco, in modo da intervenire nel modo più corretto possibile.

Leggi anche: È vero che la sigaretta elettronica fa male?

Come viene diagnosticata l’EVALI?

EVALI_svapo

Al momento non esiste un esame specifico per diagnosticare l’EVALI, ma si procede per tentativi e per eliminazione, anche perché i sintomi riferibili alla malattia assomigliano a quelli di molte altre patologie respiratorie.

All’occorrenza, il medico potrebbe prescrivere di effettuare una radiografia a raggi X del petto o una TAC per individuare eventuali opacità del polmone, indice della presenza di un danno al tessuto.

Leggi anche: La sigaretta elettronica mi fa tossire: cause e rimedi

Il trattamento terapeutico previsto

EVALI è una malattia molto recente e per questo mancano ancora studi approfonditi sulle conseguenze che può avere sia nell’immediato sia nel futuro del paziente che l’ha contratta.

La malattia ha già mietuto le sue prime vittime: si stima che nel 96% dei casi più gravi sia necessario ospedalizzare i pazienti affetti e che una piccola percentuale di questi sia destinata a morire.

A seconda della severità dei danni riportati, la terapia si basa sulla somministrazione di antibiotici e antivirali che debellino l’infezione e sui corticosteroidi, necessari per attenuare l’infiammazione polmonare. Nei pazienti ospedalizzati, che non riescono a respirare da soli, è previsto anche l’ausilio della respirazione artificiale.

Una volta passata la fase più dura della malattia, si raccomanda sempre di tornare a uno stile di vita sano e lontano da qualsiasi forma di fumo, classico e digitale.

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