Squonking, una tecnica di svapo tutta da assaporare

Lo squonking, al pari del forse più conosciuto dripping, è una tecnica di svapo molto diffusa, che si pratica con determinati tipi di box mod dotate di una struttura appositamente progettata per questa modalità.

Sebbene sia semplice da imparare, richiede tuttavia una certa dose di esperienza e una buona conoscenza del proprio dispositivo, per evitare di ottenere un risultato tutt’altro che soddisfacente se non addirittura disgustoso!

Che cos’è lo squonking?

Il termine inglese squonk ha un suono onomatopeico e richiama l’atto di spremere qualcosa, nella fattispecie la boccetta di un atomizzatore bottom-fed.

Per usare questa tecnica infatti è necessario ricorrere ad appositi dispositivi caratterizzati da una particolare struttura in cui è presente una sorta di finestrella da cui si accede facilmente a un contenitore di plastica morbida che contiene l’e-liquid.

A differenza degli atomizzatori RDA, usati soprattutto per il dripping, gli squonker risolvono il fastidioso problema di dover continuamente bagnare le resistenze aggiungendo nuovo liquido sullo stoppino.

Leggi anche: RBA, RTA, RDA, RDTA, Genesis, GTA: quanti tipi di atomizzatore rigenerabile esistono?

Anatomia degli squonked

Squonking

Il contenitore ricaricabile dello squonker o della box mod dotata di sistema bottom feeder – ossia, alimentazione dal basso – è collegato tramite un tubicino direttamente alle coil.

Quando si preme sulla boccetta, il liquido risale il tubicino arrivando direttamente nell’atomizzatore, irrorando le resistenze e imbibendo lo stoppino.

Il sistema di risalita del liquido viene quindi lasciato letteralmente in mano all’utente, che può variarne la velocità e la quantità semplicemente premendo sul contenitore.

Esistono due tipologie principali di squonker: meccaniche e fai da te.

Le mod bottom fed automatiche sono dotate di un chipset che permette la regolazione del voltaggio e della temperatura di vaporizzazione, ma liberano dalle problematiche di sovraccarico della batteria perché il sistema è autoregolato.

Per i più audaci, invece, si può ricorrere a dispositivi fai da te, di tipo meccanico, in cui l’atomizzatore riceve dalla batteria una potenza pari alla tipologia di resistenza installata. Per utilizzarli e costruirli, l’utente deve verificare e adattare il dispositivo in base alla legge di ohm, facendo attenzione al limite di sovraccarico della batteria.

Guida allo squonking perfetto

Anche se questa tecnica può sembrare del tutto simile all’utilizzo di una normale sigaretta elettronica, lo squonking richiede un minimo di dimestichezza e pazienza, prima di ottenere risultati ottimali.

In primo luogo, bisogna assicurarsi di avere un buon livello di liquido nel contenitore dello squonker: nella maggior parte dei casi la plastica di cui è costituito è trasparente, permettendo così di verificare con uno sguardo la quantità di liquido rimasto.

Dopo aver acceso il dispositivo, si deve premere gentilmente sul contenitore in modo che il liquido inizi a salire verso l’atomizzatore e poi rilasciare.

Questa operazione va ripetuta in caso ci si accorga che il wick non sia saturo – under squonk – oppure limitarla nel caso contrario, quando si verificano fuoriuscite di liquido – over squonk.

Durante la svapata diverrà sempre più chiaro quand’è il momento di “squonkare” nuovamente, perché il sapore dell’aroma cambia a seconda di quanto il wick sia inumidito, fino a sapere di bruciato nel momento in cui è del tutto secco.

Leggi anche: Sapore di bruciato mentre svapi? Ecco le cause e le soluzioni

Vantaggi dello squonking

Squonking

Gli squonker hanno una capacità di liquido maggiore rispetto a tutte le altre tank delle classiche box mod, tra i 7 e i10 ml, permettendo lunghe svapate senza il minimo sforzo e senza doversi portare dietro flaconcini aggiuntivi.

Grazie allo squonking, infatti, non è più necessario aprire il dispositivo e irrorare le coil o lo stoppino come nel caso del dripping, né occorre ricaricare il liquido molto frequentemente.

Lo squonking evita lo spreco del liquido perché tutto quello in eccesso o non assorbito ritorna nel contenitore per essere pronto alla prossima pressione.

Ma il vantaggio principale di questa tecnica sta tutto nel gusto: l’atto dello squonk, mantenendo resistenze e stoppino praticamente sempre immersi nel liquido, conferiscono alla svapata un’intensità di sapore e una resa aromatica senza eguali.

Svantaggi dello squonking

Come tutte le cose belle, anche lo squonking ha dei limiti.

Primo fra tutti la difficoltà del fai da te di resistenze e potenze da calibrare, tubicini da sistemare, atomizzatori da manutenere e pressioni sulla tank da bilanciare.

Per questo motivo questo sistema è indicato soprattutto per chi sa destreggiarsi con dripper e box bottom feeder.

Altro tallone d’Achille è una maggiore possibilità di fuoriuscita accidentale del liquido, poiché il contenitore morbido non ha un alloggiamento tanto solido quanto un serbatoio integrato.

Ma a parte queste criticità, provare a squonkare è doveroso, se non fosse altro per assaporare al meglio il proprio liquido preferito!

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