Cleromizzatore, che cos’è e come si usa

Quando si parla di sigarette elettroniche, destreggiarsi con i nomi delle sue componentistiche può diventare una vera sfida. Vediamo allora cosa sia un cleromizzatore e a cosa serva, quali siano le sue funzioni e come si possa personalizzare.

Il cuore della sigaretta elettronica, l’atomizzatore, è uno degli elementi più importanti di tutto il dispositivo ma anche uno dei più versatili. Le tipologie più diffuse di atomizzatore sono il cartomizzatore, una sorta di cartuccia contenente resistenze, filo resistivo e liquido, e il cleromizzatore, di cui vogliamo approfondire qui le caratteristiche.

Un atomizzatore trasparente

Il cleromizzatore è un tipo di atomizzatore dotato di una tank trasparente, spesso costruita intorno al camino per il passaggio dell’aria, che contiene una resistenza rimovibile, fissata alla sua base e di un drip tip all’altra estremità. Si innesta tramite vite al di sopra della batteria.

Il nome deriva proprio dal caratteristico contenitore, dall’inglese clearomizer, dove clear significa “chiaro, trasparente”.

All’interno del serbatoio, generalmente in pyrex o in plastica, è inserito il wick, lo stoppino che si imbeve di liquido per sigaretta elettronica per portarlo verso la resistenza. Grazie alla trasparenza della tank, in ogni momento si può verificare la quantità di liquido ancora presente, per essere sicuri di non rimanere mai a secco.

Come funziona un cleromizzatore?

Cleromizzatore_struttura

Una volta ricaricato il serbatoio con il liquido preferito, bisogna attendere che il wick si imbeva bene prima di iniziare a svapare.

Accendendo la batteria della sigaretta elettronica, le resistenze alla base del cleromizzatore iniziano a scaldarsi, mentre il liquido, veicolato dallo stoppino e a contatto con le bobine, viene vaporizzato e instradato nel “camino”, il cilindro cavo che si vede nel centro del cleromizzatore e che lo porta direttamente al drip tip.

Tipologie di cleromizzatore

In base alla modalità di svapo che si ottiene dall’utilizzo, i cleromizzatori sono distinti essenzialmente in tre tipologie:

  • Cleromizzatore per inalazione indiretta (svapo di guancia): indicato principalmente per gli svapatori che prediligono un effetto stile sigaretta tradizionale. La modalità prevede infatti due step, in cui prima si aspira il vapore in bocca e solo in un secondo momento si inala profondamente per farlo arrivare nei polmoni. Le resistenze di questi cleromizzatori sono di solito superiori a 1ohm, che richiede una potenza di batteria tra i 10 e i 15Watt.
  • Cleromizzatore per inalazione diretta (svapo di polmone): in questo caso, l’inalazione si svolge in un unico step, ossia prendendo un tiro profondo che porta direttamente nei polmoni il vapore aspirato. I cleromizzatori di questo tipo hanno resistenze meno potenti, tra 01.0 e 1 ohm, ma batterie abbastanza grosse, e permettono di espirare una grande nuvola di vapore, ottima per i cloud chasers.
  • Cleromizzatore polivalente: per chi non vuole scegliere o non ha ancora capito quale sia il suo stile di svapata preferito, questo tipo di atomizzatore combina i due precedenti, permettendo all’utente di regolare il flusso d’aria del tiro e quindi ottenere effetti diversi con lo stesso dispositivo.

Per quali sigarette elettroniche è indicato il cleromizzatore?

Il cleromizzatore è uno degli atomizzatori più facili da trovare perché non servono doti e dimestichezza particolari per poterlo usare.

Grazie agli adattatori, quasi tutti i cleromizzatori possono essere montati su differenti tipi di dispositivo elettronico, dai box mod ai mod tube.

Come si ricarica un cleromizzatore?

Cleromizzatore da vicino

Non tutti i cleromizzatori sono uguali: alcuni si ricaricano dal basso, altri direttamente dal drip tip, altri ancora non devono essere rimossi dalla struttura della sigaretta elettronica perché dispongono di uno speciale “sportellino” dove inserire il liquido.

Come scegliere un cleromizzatore?

Quando si decide di acquistare un cleromizzatore, quello a cui bisogna prestare attenzione è soprattutto la qualità dei materiali con cui è realizzato, la sua capacità, espressa solitamente in millimetri – tra 1 e 5 ml –, e il tipo di resistenze che può supportare.

Per evitare di dover ricaricare il dispositivo più volte al giorno, bisogna valutare quanto liquido si consuma quotidianamente e scegliere un cleromizzatore con un volume adatto alle proprie esigenze. In media, si calcola che uno svapatore abbia bisogno di circa 3-4 ml di liquido al giorno.

Un buon cleromizzatore è sinonimo di una svapata intensa e appagante, non si deve assolutamente lesinare su una componente così importante della sigaretta elettronica!

Come pulire un cleromizzatore

Per ottenere il massimo dalla propria sigaretta elettronica è bene pulire sempre accuratamente tutte le sue parti prima di riporla. Nel caso del cleromizzatore sarà sufficiente svitarlo dal suo supporto e pulirne le pareti dalla condensa e da eventuali residui di liquido.

Si possono anche smontare le resistenze e immergere il serbatoio in acqua calda, in modo che la pulizia sia ancora più approfondita.

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