L’importanza del flusso d’aria nello svapo

Uno dei vantaggi più sorprendenti dello svapo è il poter rendere l’esperienza del tutto personale e customizzata, grazie alle regolazioni di wattaggi, temperatura e flusso d’aria.

Proprio quest’ultimo riveste un aspetto importantissimo quando si svapa: non esiste un flusso d’aria che va bene per tutti e per tutti i dispositivi, ma sarà l’utente che potrà decidere arbitrariamente quale faccia maggiormente al caso suo ricorrendo ad alcuni espedienti che andremo ad analizzare.

Che cos’è il flusso d’aria

Pensiamo a una sigaretta tradizionale: il flusso d’aria in questo caso è pressoché limitato dal produttore e tutto ciò che si può cambiare, al limite, è l’intensità con cui si aspira la boccata, perché il filtro e la pressatura del tabacco all’interno del cilindro di carta impediscono altre regolazioni.

Anche nei modelli più semplici di sigaretta elettronica c’è la stessa limitazione, ma tuttavia esistono un’infinità di dispositivi con cui è possibile modificare a piacimento la portata del flusso d’aria per ottenere svapate di volta in volta diverse e soddisfacenti, a seconda di ciò che si va cercando.

La quantità d’aria con cui si svapa, infatti, può davvero essere determinante nell’esperienza dello svapo. Il meccanismo è abbastanza semplice: l’aria deve fluire più o meno liberamente dalle testine o dalle resistenze fino alla bocca dello svapatore.

Come si regola il flusso d’aria?

Alcuni dispositivi dispongono di apposite ghiere o anelli in corrispondenza della tank che, a seconda delle preferenze, possono stringere o aprire il flusso d’aria, altri invece affidano la regolazione al drip tip.

Nel momento in cui si aspira dal bocchino della sigaretta elettronica, infatti, si crea una depressione all’interno dell’atomizzatore che richiama il liquido dal serbatoio alle resistenze. Maggiore dunque sarà il flusso d’aria con cui si inala, maggiore sarà la quantità di e-juice che risale nell’atomizzatore e che, di conseguenza, viene vaporizzato.

Vantaggi e svantaggi del flusso d’aria aperto o chiuso

Da notare come più il flusso d’aria è aperto, più fresco sarà il vapore che si riceve in bocca: quando, infatti, l’apertura è al massimo, generalmente la svapata sarà più “morbida” e rinfrescante. Anche se con questa impostazione si ottengono nuvole più dense e vaporose, si perderà in intensità del gusto del liquido prescelto.

Questo perché l’aroma, solitamente, viene vaporizzato immediatamente vicino alle resistenze e quando entra in contatto con l’aria si raffredda prima di poter essere inalato.

Un flusso d’aria aperta è l’ideale per chi si diletta nel cloud chasing o chi voglia praticare lo svapo di polmone.

Nel caso invece si imposti un tiro più chiuso, quindi con un flusso d’aria inferiore, meno aria circolerà tra le bobine, divenendo veicolo di un aroma più intenso e con un calore maggiore. Anche l’hit in gola in questo caso è più deciso e marcato, tant’è vero che gli ex fumatori lo prediligono quando passano alla sigaretta elettronica.

Leggi anche: Cos’è il drip tip e perché è fondamentale per lo svapo

Overflow e drypuff

La regolazione del flusso d’aria può nascondere delle insidie per i neofiti: ad esempio, aprire troppo il pescaggio dell’aria, e quindi del liquido, può portare a schizzi di liquido in bocca o all’allagamento delle coil, fenomeno conosciuto anche come overflow.

Viceversa, una regolazione troppo stretta porta a fenomeni come stoppini troppo secchi e tiri che nel gergo vengono chiamati “steccate” – o dry puff – perché privi di vapore e gusto.

Leggi anche: Che cos’è il cloud chasing, lo spettacolare sport diffuso tra gli amanti dello svapo

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